Lo sguardo diverso
Si è appena concluso il Corso sul Feng Shui della Forma e mi sono imbattuta in questo libro, “Lo sguardo diverso” di Jacques Lusseyran, che apre nuovi scenari sulla capacità di vedere e sull’utilizzo dei 5 sensi nella percezione delle realtà. Jacques Lusseyran, professore di letteratura francese e scrittore di fama internazionale, morto nel 1971, era cieco dall’età di 8 anni. Nel libro racconta l’esperienza di perdere la vista e dice:
“Smettere di vedere con gli occhi non significa entrare in un mondo senza luce. Nel momento in cui ho perso la vista ho ritrovato la luce dentro di me. “Senza i miei occhi, questa luce che vedevo non potevo certo dire che venisse da fuori e nemmeno che venisse da dentro di me. In realtà interno ed esterno erano diventate parole insufficienti… questa luce non è né interna né esterna, ma abbraccia tutta l’esistenza, cancellando le divisioni imposte dall’abitudine. La luce c’è: questa è l’unica certezza”.
Attraverso la sua percezione, privata del senso della vista, Lusseyran descrive il processo di affinamento degli altri 4 sensi fisici, che superano le normali barriere tra loro e che secondo la sua descrizione “sono le fasi successive di un’unica percezione e questa percezione è sempre quella di un contatto”, una forma di “attenzione totale”, che molto spesso in noi vedenti agisce solo sul piano dell’inconscio, in quanto la nostra consapevolezza è quasi totalmente assorbita dal senso della vista che riteniamo essere il più importante.
Nella pratica del Feng Shui, impariamo ad osservare forme, paesaggi, spazi, persone, principalmente con gli occhi, ma allo stesso tempo apprendiamo che il mondo visibile costituisce solo una parte della realtà, in questi termini, prendiamo coscienza del fatto che la vista è uno strumento parziale e non assoluto, che per sua natura è superficiale e che può essere veicolo di pregiudizi legati all’aspetto esteriore delle forme.
Quindi consiglio questo libro come spunto per mettere in discussione la nostra relazione tra il dentro e il fuori, tra quello che è visibile e quello che è invisibile, tra ciò che è essenziale e ciò che è superficiale, tra la luce che abbaglia e quella che illumina e per esercitare e mantenere vivi i nostri 5 sensi, diventando sempre più consapevoli della nostra percezione complessiva come unione, oltre che della vista, anche dell’udito, dell’olfatto, del tatto e del gusto.
Nel fare ciò coltiviamo una visione e una mente aperta, sviluppando un’attitudine a cogliere la luce, a riconoscere il potenziale di vita che anima ogni situazione e che siamo chiamati a servire e supportare anche attraverso la pratica del Feng Shui.
E citando Lusseyran: “per vedere, chiudi gli occhi”.